| Isacco cresceva accanto ai suoi genitori. Anche lui come suo padre faceva il pastore. Conduceva le pecore e gli armenti lungo le colline della terra di Canaan. Il fratello di Abramo era rimasto in città dove c'era la tomba del padre. Nacor aveva avuto figli e nipoti. La figlia di Betuel aveva la stessa età di Isacco. Rebecca era una ragazza bella e slanciata. Abramo ormai vecchissimo comprò un pezzo di terra per sepellire Sara che era morta. Quella terra ora era del patriarca, fino ad allora Abramo era vissuto senza possedere un pezzo di terra per la sua discendenza. Abramo, sentendosi prossimo alla morte, decise di far sposare Isacco per assicurarsi una discendenza e la terra promessa da Dio. Secondo i pastori semiti i matrimoni dovevano avvenire tra persone dello stesso clan. Abramo sapeva che i suoi fratelli avevano avuto figli e nipoti. Il servo di Abramo consigliò di scegliere tra i discendenti di Nacor una moglie per Isacco. Così il servo partì e arrivò presso la città dove viveva il clan di Nacor. Trovò un pozzo per fare bere i cammelli ed ecco uscire dalla città un gruppo di giovani che adavano al pozzo per attingere acqua. Il servo disse tra sè: "Chi darà da bere ai miei cammelli sarà la sposa di Isacco". Una delle fanciulle, una splendida ragazza riempì la caraffa e gli servì un bicchiere da bere. "Bevi mio signore - disse la fanciulla - io attingerò l'acqua per i tuoi cammelli". Il servo le domandò: "Chi sei? Di chi sei figlia?". "Sono Rebecca, figlia di Betuel, figlio di Nacor", rispose la ragazza. Il servo capì che era quella la sposa che Dio aveva scelto per Isacco e accompagnò la fanciulla da Abramo. Isacco e Rebecca si sposarono, Abramo benedisse Isacco e lo lasciò erede delle promesse di Dio. Dopo poco tempo Abramo morì, Isacco lo seppellì nella grotta di Macpela, accanto alla moglie Sara. Isacco dopo la morte di suo padre diventò capo del suo clan. Rebecca ebbe due figli gemelli, il primo di nome Esaù e il secondo Giacobbe. La benedizione di Isacco per diritto toccava ad Esaù, secondo la legge della primogenitura. Alessio G.-Erica U. |