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L'origine del male

Gli uomini disobbediscono a Dio

Dio aveva piantato un giardino e dal terreno fece crescere ogni specie d'albero perchè Adamo potesse coltivare e custodire.

Dio disse ad Adamo e alla sua compagna: "Mangiate tutti i frutti che vorrete ma non osate toccare i frutti dell'albero della conoscenza del Bene e del Male".

Ma il serpente, il più astuto degli animali creati da Dio, disse ad Eva: "Davvero Dio vi ha detto che se mangerete il frutto dell'albero della conoscenza del Bene e del Male morirete?". Eva rispose di si, ma il serpente furbo disse che mangiassero pure il frutto dell'albero della conoscenza del Bene e del Male, perchè in realtà Dio non voleva che diventassero come lui.

Allora Eva prese uno dei frutti e lo assaggiò, era gustoso e bello, e dopo un morso lo diede a suo marito e lui pure lo mangiò.

Esmeralda S.

Adamo ed Eva disobbediscono a Dio
Valeria F.

Le conseguenze del peccato

L'uomo, dopo essersi rivoltato contro Dio, capì di essersi ingannato.

Invece di sentirsi come Dio, si sentiva debole, incapace di procurarsi da solo la felicità. L'immagine di Dio che l'uomo portava dentro di sè sembrava essersi offuscata.

L'uomo si scoprì nudo, si vergognò e coprì le parti intime del proprio corpo, interruppe la comunicazione con il Creatore e diventò ostile nei confronti dei propri simili; ora temeva il dolore e la morte e non c'era più speranza per quelli che morivano.

Doveva faticare per vivere, la terra che prima produceva spontaneamente i propri frutti ora doveva essere lavorata, occorreva imparare l'agricoltura, arare, seminare, se voleva raccogliere.

L'uomo si sentì accusato da Dio e provò un grande senso di colpa. Non si rivolse più a Lui con la preghiera, ma Dio sembrò tormentarlo, il rimorso rodeva il cuore dell'uomo ed egli tentò di scaricare il proprio senso di colpa accusando la donna. La donna a sua volta tentò di dare la colpa al serpente.

Rifiutando la dipendenza dal Creatore, l'uomo si era rovinato con le proprie mani ed era diventato schiavo del proprio egoismo.

Ma Dio non abbandonò la sua creatura, dopo aver condannato gli uomini alla fatica del lavoro ed aver suscitato nel loro cuore quel senso di colpa, promise una salvezza: il male non avrebbe avuto la vittoria definitiva sul bene.

L'uomo sarà sempre più forte del male e con l'aiuto di Dio l'uomo schiaccerà per sempre la testa del serpente, ossia il male. L'uomo tornerà ad essere figlio di Dio, ma dovrà imparare ad essere più umile, ad obbedire a Dio, a fidarsi di Lui solo, a rispettare la sua legge.

Dio con infinita pazienza rinnoverà l'uomo, lo avvicinerà ancora a sè, invierà un Salvatore. 

Questo progetto di Salvezza prevedeva tempi lunghi. Per il momento Dio voleva convincere l'uomo della gravità del peccato condannandolo a soffrire, lottare, morire senza speranza.

Dio perciò scacciò Adamo ed Eva dal giardino dove erano stati felici.

Davide F.

 

la punizione di Adamo ed Eva
Zoe T.

Caino e Abele

Caino e Abele erano due fratelli, figli di Adamo ed Eva. Caino faceva l'agricoltore e offriva a Dio orzo, grano, cereali e frutta, ma con malavoglia, invece Abele donava gli agnellini più belli e più teneri con tanta generosità.

Caino non si curava troppo dell’aiuto di Dio; inoltre disprezzava il fratello invidiandogli l’amore dei genitori, considerandolo un fannullone. Nel cuore di Caino c'era dell’odio verso il fratello.

Un giorno Caino disse ad Abele: "Andiamo nei campi". Mentre si trovano nella campagna vuota Caino ammazzò il fratello.

E’ il primo delitto descritto dalla Bibbia, è un delitto orrendo che mostra la violenza.

Poi Caino, pur essendo un tipo duro e crudele, si sentiva in colpa. Non aveva più tranquillità provava paura, la sua casa non lo difendeva, si sentiva abbandonato da tutti e da tutto. Caino andò in giro per il mondo cercando la pace e la felicità, provando a dimenticare il delitto commesso.

Dio ancora una volta si fece vedere buono e paziente, fece provare il rimorso a Caino però lo proteggeva dagli altri uomini. Dio odiava il male, non voleva che l’uomo fosse violento.

Dio non si vendica ma perdona o castiga facendo capire all’uomo che alcune cose non si fanno.

Barbara D'A.

 

Caino e Abele
Zoe T.

Il diluvio universale

 Passarono molti anni, ma ancora gli uomini continuavano a comportarsi male nei confronti di Dio e dei loro simili.

In Mesopotamia viveva Noè con la sua famiglia. Noè aveva tre figli: Sem, Cam e Iafet.

Dio si rivolse a Noè per annunciargli il castigo del diluvio; perchè la Terra per causa degli uomini era piena di violenza. Suggerì a Noè un modo per salvarsi: gli insegnò a costruire un'arca, una specie di casa galleggiante, e di portare con sè ogni specie di animale di quella zona della Terra. Dopo il diluvio la Terra si sarebbe ricoperta di fango e per molti anni non avrebbe potuto sostenere l'uomo.

Noè eseguì fedelmente gli ordini del Signore. Il lavoro durò molto tempo, appena l'arca fu terminata Noè vi salì con i figli, la moglie, le nuore e una coppia di ogni specie di animali da salvare.

Subito iniziò a cadere una pioggia fitta e incessante che durò molti giorni. Il Tigri e l'Eufrate strariparono travolgendo interi villaggi e l'arca fu sollevata dalle acque. Noè potè salvarsi con la sua famiglia.

Il diluvio universale
Zoe T.

Dopo tanto tempo l'arca si posò sulla terraferma e Noè potè ringraziare il Signore. Nel cielo risplendeva un meraviglioso arcobaleno, era la prova che Dio aveva fatto pace con la nuova umanità.

Dio rinnovò a Noè il comando di rispettare la vita degli altri uomini e in cambio promise la sua benedizione e la sua protezione.

Fra Dio e Noè si stabilì un'alleanza: gli uomini rispettassero la vita e non usassero più la violenza e Dio non avrebbe castigato mai più l'umanità.

Davide F.

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Riccardo S.

Una torre alta fino al cielo

I discendenti di Noè costruirono città grandi e belle, con costruzioni che si alzavano verso il cielo. Una di queste era Babilonia che sorgeva lungo il fiume Eufrate.

Babilonia era una città ricchissima, con piramidi che sembravano voler raggiungere gli Dei. Purtroppo con la ricchezza e la potenza aumentava anche la corruzione.

Da una di queste piramidi incompiute prese spunto la Bibbia per descrivere nell'undicesimo capitolo della Genesi...

L'orgoglio degli uomini e il castigo di Dio

Gli abitanti di Babilonia volevano costruire una torre ancor più alta che arrivasse fino al cielo, ma Dio li punì per la loro presunzione e la piramide non venne finita perchè gli uomini cominciarono a litigare.

Era come se Dio avesse confuso le loro lingue, perchè non si comprendevano.

Con l'esperienza della torre di Babele sembra che Dio abbandoni gli uomini al proprio destino, invece Lui nella Sua infinita bontà ricomincia daccapo e sceglie un nuovo capostipite: Abramo, dalla cui discendenza Dio farà nascere il Suo Salvatore.

Claudia F.

la torre di Babele
Riccardo S.


Data creazione : 02/12/2005 - 02:23
Ultima modifica : 02/12/2005 - 02:23
Categoria : Racconti Biblici
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react.gifOpinioni su questo articolo


Numero di opinioni2 

da silviavolpe 27/10/2008 - 12:41

si, una bellissima favola....Ma non fu  certo per opera della mela....che si scatenò il l'ira di Dio....Sarebbe troppo banale....Se veramente le cose fossero andate in questo modo,penso che Eva tentò Adamo con le sue grazie,e lui ci cascò....Questo avrebbe un sensoeek.

Naturalmente è solo il mio modesto parere....

Ciao

silviavolpe

 

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Numero di opinioni1 

da silvia 25/03/2008 - 15:27

...una bellissima favola....Non è possibile che per aver mangiato una mela ...si sia scatenato l'inferno....

 

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