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L'uomo e la donna

 

UN NOME PER OGNI ANIMALE.Genesi 2

Quando il Signore creò l'uomo, fece così: prese polvere dalla terra, la plasmò per darle la forma di un uomo, soffiò nelle sue narici un ali­to di vita, e l'uomo divenne un es­sere vivente.

 Dio lo chiamò Adamo. Poi il Signore piantò in Eden un meraviglioso giardino, ricco di alberi belli da vedere che producevano frutti buoni da mangiare.

 Un grande fiume irrigava tutto il giardino: poi di lì si divideva e for­mava quattro bracci che scorrevano per tutta la terra.

E là, nel giardino di Eden, il Si­gnore pose l'uomo che aveva crea­to perché lo coltivasse e lo custo­disse.

Il Signore voleva che l'uomo che aveva creato fosse felice.

 Davanti ad Adamo il Signore fece sfilare tutte le bestie della terra e tutti gli uccelli del cielo, per vedere quale nome l'uomo intendeva dare a ciascuno di essi: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato gli esseri viventi, quello sarebbe stato il loro nome.

Così Adamo diede il nome a ogni specie di bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvati­che: e quello rimase il nome usato anche da tutti gli uomini che venne­ro dopo Adamo


 

DIO CREA LA DONNA. Genesi 2

Dio aveva collocato Adamo nel meraviglioso giardino di Eden.

 Ma questo non bastava, perché Dio voleva che l’uomo fosse felice.

Per questo disse: «Non è bene che l’uomo sia solo; gli voglio fare un aiuto che sia simile a lui».

Allora fece scendere il sonno sull’uomo, poi gli tolse una costola, e con essa plasmò la donna.

 Condusse poi la donna all’uomo, il quale l’accolse con gioia dicendo: «Questa è carne della mia carne, e osso delle mie ossa; è proprio simile a me». E la chiamò Eva.


 IL SERPENTE NEL GIARDINO. Genesi 2-3

 

  Adamo ed Eva vivevano felici nel giardino di Eden.

Tutto là era bello da vedere, e senza dovere lavorare gli alberi davano ogni sorta di buoni frutti da mangiare.

Il Signore Dio aveva dato tutto ad Adamo ed Eva, con una sola ec­cezione. Disse: «Potete mangiare tutti i frutti degli alberi del giardino. Ma in mezzo al giardino c'è un al­bero speciale, l'albero della cono­scenza del bene e del male: dei suoi frutti non dovete mangiare, altrimenti morirete».

Così aveva detto il Signore. Ora, il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche. Esso non voleva bene all'uomo e alla donna, anzi cercava la loro rovina, perché quel serpente in realtà era il demonio, il nemico degli uomini.

Così un giorno, là nel giardino di Eden, il serpente si rivolse alla don­na e le disse: «E’ vero che Dio vi ha proibito di mangiare i frutti degli al­beri del giardino?» «No» rispose Eva. «Possiamo mangiare tutti i frutti, tranne quelli dell'albero della conoscenza del bene e del male.

Dio ha detto che non lo dobbiamo neppure toccare, altrimenti moriremo!» «Non è vero che morireste» mentì il serpente.

«Anzi, Dio vi ha proibito quei frutti perché sa che se ne man­giate diventerete come lui, perché conoscerete il bene e il male.»

 Allo­ra Eva guardò i frutti dell'albero proibito, e li trovò desiderabili.

 Ne prese uno, ne mangiò una parte, poi diede l'altra ad Adamo, il quale ne mangiò lui pure. In quel momento si aprirono i loro occhi, si accorsero di essere nudi e subito intrecciarono foglie di fico per coprirsi. Adamo e Eva pro­varono una grande vergogna, e compresero allora il male che ave­vano commesso.

Il Signore aveva dato loro tanti benefici, e loro in cambio gli avevano disobbedito.

 


 

LA DISOBBEDIENZA SCOPERTA. Genesi 3

Adamo ed Eva, nel giardino di Eden, avevano disobbedito al Si­gnore Dio, mangiando i frutti dell’albero che egli aveva proibito di mangiare.

Essi udirono, a un certo punto, il Signore Dio che passeggiava nel giardino; allora si nascosero in mez­zo agli alberi. Il Signore chiamò l'uomo: «Dove sei?» e Adamo rispose: «Ho udito i tuoi passi e mi sono nascosto dalla paura, perché sono nudo». «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo?» osservò il Signore: «tu hai mangiato i frutti che ti avevo co­mandato di non mangiare!» «Me ne ha dato da mangiare la donna che tu hai creato e mi hai posto accanto» disse l'uomo. «Che hai fatto?» chiese Dio ad Eva. «È stato il serpente a darne a me» rispose la donna; «egli mi ha ingannata e io ho mangiato!» Allora Dio pronunciò il castigo. Al serpente disse: «Tu dovrai per sem­pre strisciare sul ventre». E a Ada­mo e Eva disse: «Non potete più stare qui nel giardino. Andrete fuori e vi guadagnerete da mangiare con la fatica del lavoro». Pose poi un angelo dalla spada fiammeggiante a custodire l'ingresso del giardino.

 


Data creazione : 05/11/2005 - 16:42
Ultima modifica : 06/11/2005 - 17:03
Categoria : Racconti Biblici
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